Il compito di un allenatore, di un educatore, di un insegnante è far crescere i propri allievi facilitando il loro processo di apprendimento secondo schemi personali e personali rielaborazioni della didattica. Ciò che accade “sul campo” rivela, ahimè, verità contrastanti: il pregiato “materiale umano” che sono i giovani, autentico valore aggiunto che può fare la differenza, è talvolta maltrattato.
Arriva l’estate ed è tempo di pagella per tutti coloro che vivono nel mondo dello sport. Lo definiamo ancora così? Siamo tutti d’accordo?
Lascio questo spunto di riflessione a tutti i professionisti del settore che, in questo anno sportivo, hanno avuto il complesso compito di “traghettare” i propri giovani allievi, “minori” per abilità ed età, al raggiungimento di un obiettivo.
Valutazione ed autovalutazione
- Ho proposto esercitazioni piacevoli?
- Ho scelto esercitazioni con difficoltà superabili, per dare soddisfazione e far crescere l’autostima e la fiducia in sé?
- Ho preferito esercitazioni che hanno favorito il rapporto tra gli atleti?
- Ho sviluppato capacità psicomotorie che hanno favorito l’apprendimento concreto di abilità?
- Ho coinvolto la famiglia di appartenenza dell’atleta nel mio progetto?
- Ho comunicato individualmente ed al gruppo le mie convinzioni per stabilire insieme un traguardo comune?
Ed infine…
- Sono stato coerente tra quello che ho detto e le scelte che ho fatto?
- Mi sono divertito con una società sportiva che, oggi, “punta” su di me?

#1 by paolo on June 17th, 2010
Quote
ho letto con interesse tua riflessione e sito. personalmente quello che dici è quello che penso…poi come affermi tu sul campo tutti vogliono vincere: l’allenatore, le famiglie, i ragazzi, il dirigente, il magazziniere….tutti….e come allenatore aihme a volte mi lascio travolgere e non ti nego di aver messo più volte la vittoria prima e sopra tutto.
C’è bisogno di aria fresca….