Angelo Cattaneo

Le persone sono affascinanti perché uniche. Il mio lavoro è, da sempre, quello di allenarle a raggiungere ogni giorno uno stato di equilibrio e di benessere per stare bene nel mondo, per muoversi con armonia e vivere buone relazioni, con sé e con gli altri.

Lavorando sul corpo come atleta e trainer, ho imparato che la postura ed il respiro sono pilastri essenziali per sostenere lo stress dei troppi impegni quotidiani.

Il corpo si ribella ai ritmi incessanti della vita e alle posizioni scorrette assunte in auto, davanti al computer o dietro una scrivania ed esprime il proprio disagio con dolori muscolari ed articolari. La ginnastica posturale e dolce, in questo caso, può essere una risposta adeguata, perché affronta il problema e non solo la sua manifestazione dolorosa.

Le persone, però, sono corpo e sé in continua interazione: posture ed atteggiamenti possono rivelare disequilibri più profondi, che a volte generano sofferenze e limitano lo sviluppo individuale, nelle relazioni, nelle professioni e nello sport.

Aiutare gli altri con una visione olistica e un supporto professionale è la mia attuale missione, di lavoro e di studio.

Oggi alleno le persone ad essere in equilibrio capendo meglio se stesse e la propria unicità, a riconoscere le proprie emozioni e le espressioni corporee per rispondere con naturalezza alle interazioni e agli stimoli esterni, conservando serenità e benessere.

Fare il joy trainer, secondo me, significa proprio questo.

Leggi il mio approccio con i giovani campioni di domani.

L’INTERVISTA…

D: Cosa hai consolidato e valorizzzi della tua esperienza agonistica?

R: Lattenzione per le persone e la loro unicità.

anche i “professionisti” hanno un cuore e respirano.

Con questo voglio dire che oltre alle competenze specifiche diventa insdispensabile il fattore relazione.

gli obiettivi primari che porto avanti includono il miglioramento della  postura, della biomeccanica del movimento e dell e abilità atletiche specifiche.

particolare considerazione nelle proposte di allenamento  che sottopongo sono laspetto caratteriale ed energetico di chi mi si pone innanzi .

D: Da preparatore atletico a personal trainer a joy trainer…qual e levoluzione?

R: rimango sempre io… la diversita e chi si pone davanti a me. mi chiedo sempre cosa posso fare io per te?

nel pensiero comune Il tipico “personal” è uno che parla soprattutto di muscoli e dintegrazione alimentare, uno che progetta con il cliente una certa forma fisica.

il preparatore e uno che ti fa “sudare”

joy trainer” racchiude anche quanto sopra. la differenza sostanziale non e quello che sa ma le convinzioni che sposa e che cerca di trasmettere

D: so che i giovani ti stanno a cuore, cosa hai pensato per loro?

R: Loro sono spesso rocce nel corpo ma emotivamente fragili. Sto cercando sponsor per un progetto di coaching che riguarda le promesse dello sport. E poi ho ideato Life is a gift 4teen, un lavoro che faccio insieme alle famiglie per prevenire il disagio, facendo leva sulle potenzialità dei ragazzi e portandoli a sperimentare abilità, creatività, senso del confine ed audacia con lattività motoria.

D: Hai anche aperto un blog?

R: Cerco di dare informazioni raccontare esperienze e mantenere un dialogo con le persone interessate ai temi del fitness e del benessere personale. Chiunque mi può scrivere o commentare un post. Io cerco di rispondere a tutti.

D: lavori esclusivamente con atleti?

R: Assolutamente no, anzi come riporto sotto la voce attività allinterno del mio sito vi è uno spazio rivolto al recupero motorio, alla ginnastica posturale, a soggetti con sindrome metabolica e antiaging

D: Cosa ne pensi del valore del corpo nella cultura di oggi?

R: Apriremmo un capitolo senza fine. Ognuno ha le sue convinzioni e le rispetto.

D: Quante volte ritieni sia necessario allenarsi per raggiungere risultati concreti?

R: La quantità non è la cosa predominante se non vi è una certa “metodologia dellallenamento”.

Sicuramente i volumi di allenamento in alcuni casi sono importanti.

Quello che cerco di far sperimentare al “ mio cliente” è quello di soffermarsi a percepire quello che vive profondamente quando si muove.

Vorrei far passare che movimento non è semplicemente fatica e sudore è altro e oltre e questo non dipende semplicemente dalla disciplina sportiva che si pratica ma dallatteggiamento con cui lindividuo si pone.

Fermati,   gustati quello che stai vivendo altrimenti non ti basterà mai”…questo è il messaggio che cerco di far passare.

Unire e non dividere corpo mente cuore….io tento di lavorare su questa unità..

il mio corpo sono io!!”

D: Cosa provi ad aprire a lodi un tuo studio di personal trainer?

R: Lodi è il primo studio personal trainer “life is a gift”…tutto mio.

Lemozione è tanta e tanta so dovrà essere la pazienza.

Lho pensato nei dettagli…lambiente è raccolto, intimo…il lavoro è uno a uno e non vi è nessun altro; io e il cliente e basta.

E accanto al fiume adda, immerso nel verde.

Vuole essere un punto di riferimento per i Lodigiani e vicini.

D: Che sport prediligi?

R: Corro, nuoto, vado in bici (solo estate), tennis (un incontro con amici), pallacanestro (nei playground, mi piace molto giocare 1/1)

D: Un tuo limite e una tua risorsa

R: Permaloso e leale

D: La tua passione attuale?

R: Scrivere

D: Cantante preferito?

R: Elisa

D: Cosa ne pensi del periodo storico che stiamo attraversando?

R: sono molte le difficolta e anchio non nego come a volte  senta la paura di rimanere sommerso da pensieri negativi che mi tolgono energia, entusiasmo.

cerco di focalizzarmi sulle soluzioni, mi confronto e sto imparando a rallentare il mio ritmo di vita e ad ascoltare seriamente i miei bisogni

D: C’è qualcuno che ricordi in particolare che ti è stato se posso dire da maestro?

R: La parola maestro è un po troppo forte, sicuramente diversi volti hanno segnato il mio percorso umano e professionale.

Giusy,Lella,,Paola,Kicco,Alberto,Martino,Daniele,Teresa,Eliana,Andrea,Antonio,Danilo, Osvaldo,Laura,Silvia,Marco,Valeria,Chiara,Lorenzo, Luigi, Gigio, Cecilia, Mario, Cri, Lele, Franz, Marta, Pigi e con grande affetto e stima Marco, mio fratello.